Dov’è la crescita?

Situazione italiana

Alcuni giorni fa ero all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano a ritirare la certificazione di Consulente Patrimoniale ( edoardobasaglia.com/cose-la-consulenza-patrimoniale ). Prima della consegna dei certificati, Carlo Cottarelli ha tenuto una lectio magistralis. Ha spiegato che è da 25 anni che l’Italia non cresce, così come il Giappone e la Grecia. Inoltre siamo al 51^ posto nella classifica dei Paesi, che facilitano il “fare impresa”. I motivi sono 3: troppa burocrazia, lentezza della giustizia e imposizione fiscale alta.

Il nostro Amministratore Delegato, Paolo Molesini, ha aggiunto che gli italiani, in base ai dati Europei, allocano male il loro patrimonio. Abbiamo soprattutto liquidità su conti correnti e beni immobiliari. Negli anni, questa allocazione, ci ha portato ad avere una crescita del patrimonio nettamente inferiore agli altri Stati Europei.

Quindi, noi italiani, quando ci approcciamo al mondo degli investimenti, spesso, abbiamo il preconcetto che il mondo non cresca, perché siamo influenzati dalle notizie più vicine a noi: i rendimenti dei Titoli di Stato non ci sono più, i conti non rendono, le persone consumano meno e quindi spendono meno, l’Italia è in recessione, il PIL cresce meno del previsto… Se guardiamo solo al contesto Italiano, le prospettive non sono rosee.

Non tutto il mondo è in recessione

I Paesi asiatici e la Cina in particolare, stanno muovendo i consumi mondiali (edoardobasaglia.com/la-guerra-dei-dazi-e-una-grande-opportunita).

Nel 2013 il governo cinese ha lanciato un’iniziativa strategica volta a creare una nuova Via della Seta (B&R), al fine di promuovere i collegamenti via terra e mare tra 68 paesi.

  • La Cina prospetta di investire dai 150 ai 200 miliardi di USD all’anno nei paesi della B&R .
  • Stati Uniti e Unione Europea prevedono un investimento di 60 miliardi di USD.
  • Si stima che il valore delle potenziali obbligazioni lungo la Nuova Via della Seta ammonti a oltre 1.000 miliardi di USD (dati Bloomberg, HSBC, JPMorgan).

Lunedì 11 novembre, la piattaforma di Alibaba ha stabilito il record dei Single Day pari a 38,3 miliardi di dollari di vendite in 24 ore, in crescita del 26% dal 2018.

La Cina diverrà il leader mondiale nel campo dell’automazione, poiché dispone di grandi quantitativi di dati e dei mezzi idonei per sfruttarli. Dagli animali da allevamento connessi al cloud, ai droni abilitati al trasporto di passeggeri: l’espansione della rete 5G sta dando vita a un’ondata di automazione, che coincide con il calo della popolazione in età lavorativa.

Come investire in queste realtà?

Per gli obiettivi di vita che permettono di investire il patrimonio per periodi lunghi, l’investimento in A-Share rappresenta una nuova idea, diversa rispetto alla Cina tradizionale. E’ un contesto nuovo, da sempre limitato per gli investitori internazionali, ma che via via si sta aprendo sempre di più e attirerà capitali stranieri.

Sto parlando delle azioni cinesi A (le cosidette A-Shares quotate nei mercati locali di Shangai e Shenzen).  La prospettiva di aumento della quota di A Shares Cinesi nei principali indici di riferimento potrebbe portare a maggiori afflussi sul mercato, creando un’opportunità d’investimento per gli investitori a lungo termine.

Il processo di inclusione dei titoli A-Shares nell’indice MSCI Emerging Markets è in qualcosa che è appena iniziato (anno scorso) ed è in fase di espansione. Il peso complessivo di questi titoli passerà da un 0,7% al  3,3% di fine 2019, fino al 16,2% del 2025.

Per chi ha obiettivi di spesa a medio termine ed ha paura ad investire in azioni, può comprare fondi che vadano ad investire in obbligazioni emesse da stati o aziende impegnate nella costruzione della Nuova Via della Seta. Queste obbligazioni, se selezionate con cura attraverso a fondi o ETF specializzati, permettono di avere ritorni superiori alle obbligazioni emesse dai paesi che oggi crescono con ritmi più lenti. L’importante è avere sempre un arco temporale di almeno 5 anni, perché la volatilità è superiore rispetto a quella di un Bund Tedesco.

In conclusione

Il mondo è bello perché è vario… Questo detto è vero, perché se non cresce una parte del Pianeta, ce n’è un’altra che cresce; se un lavoro viene sostituito dai robot, ne nasce un altro nuovo (gli studi dicono che fra 30 anni ci saranno 65 nuovi lavori che oggi non esistono).

L’importante è capire, assieme al consulente patrimoniale, quanto vale il nostro patrimonio globale, come è diversificato e a cosa ci servirà.

In seguito a questa attenta analisi, si troveranno sempre le giuste soluzioni per remunerare il patrimonio, durante il percorso pianificato.

Edoardo Basaglia

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